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January 29 Il marketing cura l'intolleranza al lattosioEcco cosa ho scoperto nel favoloso mondo del www una nuova strategia del Ronald Mc donald's. In pratica la grande catena di fast-food aveva pensato bene di portare anche in Indonesia i propri coni gelato, ma si era trovata di fronte agli alti livelli di intolleranza al lattosio presenti nella popolazione. Invece di stare a piangersi addosso, ripiegare su un altro prodotto, o semplicemente rinunciare, hanno pensato bene di iniziare a regalare coni gelato. Come diceva Daniele Luttazzi a proposito dei funerali del papa, “è incredibile quanta gente arriva quando è gratis”. Tutti sembrano dimenticare infatti reazioni come allergia o vomito, ed il consumo di coni gelato si impenna senza pudore. Alla fine della storia, il consumo continuato di prodotti contenenti lattosio, porta a diminuire l’intolleranza a quest’ultimo - per una legge medica data per scontata, e che a me era sempre sfuggita e che tra l'altro trovo applicabile anche con alcune persone . Ci sono delle persone insopportabili che se sei costretta a vedere per un tempo abbastanza prolungato smetti di vedere. Ovviamente non c’è bisogno di arrivare in Indonesia per scovare pillole di questo tipo (perchè pensate vi regalino gli sms a natale?), ma fa sempre piacere scoprire quanto la parola “gratis” possa essere più convincente anche dei disturbi fisici...un pò come alcune persone davanti ai saldi io mi sono convinta che quando dovrò dare una notizia terribile a qualche essere umano femmina lo farò esclusivamente davanti a merce in saldo , ha tutto un altro effetto se poi è fuori stagione ripiego sugli outlet.
January 14 A data da destinarsi "Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura. January 11 YAYADAMUS
Minacce di attacco a torre Eiffel
(ANSA) - PARIGI,11 GEN - I servizi francesi indagano su un messaggio, intercettato da controllori di volo portoghesi, che parla di un attacco contro la torre Eiffel. La conversazione, captata ieri sulle onde corte, e' 'vaga e confusa', secondo una fonte della polizia francese, citata online da Le Monde. Il 5 gennaio un centro Usa che sorveglia le comunicazioni di Al Qaida aveva rilevato su Internet minacce 'contro Parigi e contro il suo sindaco Bertrand Delanoe', con l'obiettivo di provocare 'la caduta di Sarkozy' IO NON CI CAPIRò NULLA DI ESSERE UMANI MA SONO IN SINTONIA CON BIN LADEN, AVEVO DETTO A NATALE:FOSSI IN LUI MI RIAFFACCEREI PER PASQUA E COLPIREI UNA CAPITALE PARIGI O BERLINO O MILANO (ROMA GUARDA CASO LA RISPARMIAVO),PERò PARIGI è PIù SIGNIFICATIVA E POI COLPIREI UN SIMBOLO LA TOUR EIFFEL ,E' PIENA DI TURISTI (MI ERO MESSA A FARE ANCHE IL CONTO CON ASCENSORI E RISTORANTE INCLUSO DELLE VITTIME) POI AVEVO PRESO IN CONSIDERAZIONE ANCHE L'ARCO DI TRIONFO CHE NON MI SEMBRAVA MALE MA C'ERANO MENO VITTIME E AVEVO VALUTATO L'IDEA DELLA PIRAMIDE TRASPARENTE DEL LOUVRE , POI PER LA DATA SEMPRE DI 11 CHIARAMENTE ,NO?MENTRE FACEVO QUESTO DISCORSO MI HANNO TACCIATO DI ESSERE UNA SCEMA AHH MA COSA TI METTI A PENSARE ...CHE DISCORSI MACABRI.DOPO LE RECENTI DICHIARAZIONI LE CHIACCHERE STANNO A ZERO O SONO UNA GRANDE PSICOLOGA O UNA PICCOLA TERRORISTA.. January 05 KILLING YOURSELF ISN’T A JOKEA grande richiesta, prosegue l’era dell’ottimismo anche nel 2008, va bene gli sbalzi d’umore, ma non vorrei invertire la rotta. ..non si sa mai. perciò, da brava psicologa (qui può scattare una risata ) studio per non farmi cogliere impreparata.
KILLING YOURSELF ISN’T A JOKE KNOW HOW superata la fase preparatoria, c’è da occuparsi della Presentazione. l’immagine è tutto, perciò sono caldamente consigliati un look che sdrammatizzi il ritrovamento del corpo, la puntatina al bagno per agevolare le operazioni autoptiche e il risparmio dell’ultimo respiro onde evitare l’esalazione d’ossigeno altrui. a cose quasi fatte, non resta che pensare al messaggio da lasciare ai posteri. così, per redigere una Lettera degna di essere l’ultima è bene seguire una scaletta, scriverla al computer e aggiungere le note necessarie perché possa essere davvero alla portata di tutti. indicazioni davvero preziose per chi volesse farla finita con stile? si fa per dire, eh... Siamo sopravvissuti alle feste ...però ci sono sempre gli esami sig sig!!!!Che altro che gladiatore se continua così tra due settimane raccoglierò al massimo tre 18... Ma se in giro vedi un ponte ,cazzo fai non ti butti?Il poeta Fabri fibra FACCIAMO I SERI... PREVENZIONE AL SUICIDIO: LO SAPEVATE??(su YAYA rieducational channel )
Il 10 settembre (OK C'è TEMPO...) si celebra in tutto il mondo la Giornata mondiale per la prevenzione del suicidio, evento annuale promosso dalla Iasp, International Association for Suicide Prevention, in collaborazione con l’Oms. Il tema di quest’anno è “Suicide prevention in life spam”, ovvero la prevenzione del suicidio nell’arco della vita. Infatti, nonostante si ponga maggior enfasi sul suicidio in età giovanile e sulla sua prevenzione, il suicidio ricorre in tutto l’arco di vita, come evidenziano i dati dell’Oms.A PARTE TUTTO NE AVETE MAI SENTITO PARLARE IO NO. MI CHIEDO COSA POTREBBERO VENDERE TIPO LE ARANCE PIANTE CORDE (OPS...) Nel mondo ogni anno circa un milione di persone muore per suicidio. Il suicidio rappresenta circa il 3 per cento delle cause di morte. Negli adolescenti sotto i 15 anni il suicidio è la prima causa di morte in alcuni Paesi: Cina, Svezia, Irlanda, Australia e Nuova Zelanda. Il suicidio è invece la prima causa di morte per le persone dai 15 ai 24 anni in moltissimi Paesi ed è una delle cause primarie di morte in tutti i Paesi del mondo per i giovani adulti e gli adulti tra i 25 e i 60 anni. Secondo l’Oms, dal 1950 al 1995 la percentuale di morti per suicidio è cresciuta globalmente del 60 per cento. Tutte le agenzie di prevenzione del suicidio, a partire dall’Oms sostengono che le helpline siano utili nella prevenzione dei comportamenti suicidi, anche quando non “salvano la vita” in senso letterale da un tentativo di suicidio, e includono il “telephone crisis intervention” nelle proprie linee guida. Tornando ai dati, si vede che, in una prospettiva di genere, gli uomini si tolgono la vita in misura tre volte maggiore delle donne (fa eccezione la Cina, soprattutto nelle aree rurali), ma le donne - in particolare in giovane età - tentano il suicidio più degli uomini. Nel complesso i tentati suicidi sono da 10 a 20 volte di più dei suicidi commessi. Gli uomini di solito usano metodi con maggiore possibilità di esito fatale, sono meno propensi a cercare aiuto per i loro problemi emozionali e fanno maggiore uso di alcol e droghe. Il suicidio nei bambini e nei giovani adolescenti (meno di 15 anni) è presente ma raro e rappresenta il 2 per cento di tutti i suicidi. Ricorrono nelle loro storie violenze e abusi fisici e psicologici, dipendenze da alcol o droghe in famiglia, depressione. I relativi costi sociali sono enormi, stimati in miliardi di dollari e corrispondono al potenziale economico delle vite perdute, ai trattamenti medici e psicologici dei tentati suicidi, alla sofferenza e al carico dei familiari e degli amici. Ogni suicidio colpisce in modo devastante altre sei persone in media. I dati sul suicidio sono estremamente difficili da valutare e per certo sottovalutati, spesso a causa del tabù che tuttora rappresenta e della riluttanza a rendere pubblici i casi di suicidio, soprattutto fra gli anziani, oltre che per un “reporting” spesso sommario o inesistente. A livello mondiale l’ingestione di pesticidi sta diventando uno dei nuovi metodi più diffusi per il suicidio in alcuni Paesi. Si stima che in tutto il mondo si verifichino 3 milioni di casi di avvelenamento volontario da pesticidi ogni anno, per un totale di circa 250 mila morti, prassi assai diffusa nelle aree rurali, soprattutto in alcuni Paesi asiatici, ma anche in America centrale e meridionale. In generale la disponibilità di strumenti per togliersi la vita, come ad esempio le armi da fuoco in Paesi come gli Stati Uniti, influisce in modo rilevante sulla “prevalenza” del metodo utilizzato. I tassi più alti di suicidio (dati Oms 2000) si riscontrano in Europa in particolare nell’Europa dell’Est: in Estonia, Lettonia, Lituania, Finlandia, Ungheria, Russia e in Paesi asiatici come Cina e Giappone. Quelle più basse in America Latina, Paesi Arabi e in alcuni Paesi come Argentina, Brasile, Kuwait e Thailandia. I Paesi africani non forniscono dati sufficienti. In numeri assoluti il più alto numero di suicidi si trova in Cina e India che rappresentano da sole circa il 30 per cento dei casi. La valutazione dei dati internazionali però è resa difficile dal diverso atteggiamento culturale e politico dei vari paesi, che spesso, soprattutto nei regimi più autoritari e impopolari, deliberatamente tacciono un fenomeno che riflette, in qualche misura, la sofferenza nella popolazione. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità in generale i fattori di rischio variano per continenti e Paesi diversi, secondo variabili culturali, sociali ed economici. I disturbi psichici sono associati al 90 per cento dei suicidi. In particolare depressione, schizofrenia, disturbi della personalità. E poi abuso di sostanze, alcolismo (tra il 5-10 per cento di chi è dipendente si toglie la vita), malattie fisiche croniche e dolorose, cancro e Hiv in primis, ma anche disturbi neurologici. Tra i fattori ambientali problemi di relazione e familiari, violenze subite, lutti, divorzi e separazioni, altri eventi traumatici recenti, solitudine. Influiscono in modo rilevante le condizioni economiche, tracolli finanziari, povertà, disoccupazione, emigrazione. Il 10-14% di chi ha tentato il suicidio si toglie la vita. In Italia si valutano ogni anno tra 3.500 e 4.000 i suicidi ogni anno. I dati epidemiologici sui suicidi e i tentativi di suicidio provengono dall’autorità giudiziaria - verbali e rapporti di Polizia e Carabinieri - o da quella sanitaria, secondo i dati elaborati dall’Istituto di statistica sanitaria tratti dai certificati di morte. Tali fonti sono spesso non coerenti tra loro e i dati sono, per parere unanime degli esperti, molto sottostimati (soprattutto quelli forniti dall’autorità giudiziaria) e vengono aggiornati con un ritardo di 2-3 anni. Nel 2004 i suicidi “ufficiali” sono stati per l’Istat 3.265 (758 donne e 2.507 uomini), con un tasso di 5,6 su 100.000 persone, con prevalenza del Nord Est e valori molto più bassi nell’Italia Meridionale. Nel 2004 meno dell’1 per cento dei suicidi aveva meno di 18 anni, poco meno di due terzi erano in età lavorativa (dai 18 ai 64 anni) e oltre un terzo aveva superato i 65 anni. La tendenza al suicidio aumenta in percentuale all’aumentare dell’età. Tra i principali “moventi”, così definiti dai verbali delle forze dell’ordine, si rileva la malattia psichica, presente in circa metà dei casi, motivi affettivi, economici, malattie fisiche e un obsoleto “motivi d’onore”. L’”undereporting”, la sottostima dei suicidi deriva da fattori diversi: la vergogna dei sopravvissuti, il voler celare il suicidio per motivi assicurativi, il modo di stilare i rapporti; spesso le morti che vengono rubricate come “morte improvvisa” o “causa sconosciuta”, in realtà sono suicidi: soprattutto in caso di anziani soli, in casa di riposo e ospedale. Spesso mancano alle statistiche le persone morte, magari dopo giorni, “in conseguenza” di un tentativo di suicidio. Non sono contemplati molti casi di incidenti stradali inspiegabili, episodi di suicidio in carcere non segnalati, overdose volontaria di tossicodipendenti, di anziani che si lasciano morire o si avvelenano. “Diamo ascolto - di persona o attraverso lo strumento più opportuno - a chi sappiamo essere in difficoltà, sofferente, emarginato, che sia una persona vicina o lontana, parente o amico, collega o conoscente. E ascoltiamolo. Facciamolo subito. Perché non è mai troppo presto per ascoltare. Ascoltare può prevenire il disagio emozionale, migliorare le relazioni e la qualità della vita. A volte salvarla”. E’ questo l’appello lanciato in occasione di una giornata particolare, come quella di lunedì 10 settembre, ma l’invito vale per tutti i giorni dell’anno: Telefono Amico Italia chiede a tutti di dedicare tempo all’ascolto. Chiunque si senta in difficoltà o in una condizione di disagio emozionale può chiamare il Servizio di Ascolto Nazionale 199.284.284 o i numeri locali di Telefono Amico Italia. Chi conosce qualcuno in crisi o che ha mostrato intenzioni suicide, può invitarlo a chiamare Telefono Amico o condividere con gli operatori la difficoltà di aiutare questa persona. January 01 Una cosa è conoscere la strada giusta, altra cosa è imboccarla!“Ogni strada è soltanto una tra un milione di strade possibili, perciò dovete sempre tenere presente che una via è soltanto una via. Se sentite di non doverla seguire non siete obbligati a farlo in nessun caso. Questa strada ha un cuore? È l’unico interrogativo che conta. Se c’è l’ha è una buona strada se non c’è l’ha allora è da scartare.”Leo Buscaglia da “Vivere, amare, capirsi”.
![]() ps: dedicato a chi riesce a sbagliare paese con il navigatore la sera di capodanno...buuuuuuuu!!! |
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