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March 21 Sta smart non s'ha da fareGli sfortunati sono soltanto un metro di riferimento per i fortunati,tu sei sfortunato, così io so di non esserlo, sfortunatamente i fortunati riconoscono la fortuna solo quando la perdono. Prendi te stesso per esempio, ieri stavi meglio di oggi e pure ti ci voleva oggi per capirlo, ma oggi è arrivato e ora è tardi ,
hai visto?
Slevin - Patto Criminale
Così come gli stronzi.
Tu sei un bugiardo
ma ne ho fatto una professione e poi tu sei destinata agli stronzi...e io sono il top di gamma il meglio che ci sia in circolazione...te lo assicuro
il meglio che tu possa trovare
A questo punto avrei potuto dire milioni di cose intelligenti che io nn sono destinata a nessuno ,che ci penso io , che nn è un vanto essere dei bastardi ANCHE SE QUESTO PRESUPPONE uno stipendio...che io volevo solo comprare una macchina, che cosa ho detto?
CHE CULO!
Così sono ancora senza macchina ma con un numero in più nella rubrica che cerca di convincermi di essere il re degli stronzi.
Se ne sentiva l'esigenza...
March 08 La grande rinuncia maschileGià negli Anni '30, la Psicologia dell'abbigliamento di John Carl Flügel (FrancoAngeli) definiva quella all'esteriorità "la grande rinuncia maschile", ricorda Calefato. "Una rinuncia antica: subito dopo la Rivoluzione francese, l'abito del borghese ha iniziato a simboleggiare la sobrietà e la dedizione al lavoro, in un'ottica un po' calvinista. Risultato: lui non ha mai imparato a distinguersi, e anche ora sfoga il suo narcisismo con modalità omologanti, come muscoli e depilazioni (ricordate gli eroi del Grande Fratello?). Tutti i teorici della fine dell'800 e dell'inizio del '900, da Flügel a Georg Simmel, ritenevano che il compito di seguire la moda andasse lasciato alla donna, tradizionalmente improduttiva e quindi con più tempo a disposizione per curare l'aspetto. A costoro, Virginia Woolf replicava, in Le tre ghinee (La Tartaruga), che sono gli uomini a usare l'abbigliamento come segno di distinzione, comunicando, attraverso piume e distintivi, la posizione professionale. Se una donna, per mostrare la sua condizione di madre, si fosse messa una medaglia, sarebbe risultata ridicola, perché la maternità è da sempre considerata un fatto naturale". Meno naturale è la scelta del vestito. Molti i fattori in gioco: il ruolo professionale, la sicurezza del conformismo, la seduzione vera o falsa, esibita o negata. "L'abito è sempre rappresentazione. La persona sana si vede dalla flessibilità: è in grado di cambiare diversi "costumi", a seconda dei contesti e dei momenti della giornata", afferma Alessandra Graziottin, ginecologa e sessuologa. "Invece, soprattutto tra i giovani, c'è la tendenza ad adottare lo stesso stile al lavoro come in discoteca: uno stile dominato dal "come tu mi vuoi", con il risultato che il "fuori" non sempre corrisponde al "dentro". Come il sintomo nevrotico, anche l'abito è un compromesso risolutivo tra impulsi inconsci in conflitto. Le vesti accrescono l'attrazione sessuale e lo spostamento dell'erotismo dal corpo all'abbigliamento fa di questo un simbolo sessuale, destinato a caricarsi di tutti i contenuti che costituiscono gli equivalenti "culturali" del sesso: il potere, la ricchezza, l'autorità.Certo a volte ci sono persone che è meglio che ci rinuncino in partenza a questo potere , basti pensare ad una felpozza in pile con i fiocchi di neve stilizzati su fondosfumato o a dei golfini arancioni di dubbio gusto...o no? E’ vero che l’abito non fa il monaco... ma il golfino a righe multicolor fa proprio Topo Gigio!!!
March 05 Poliglotta 3La canzone nell’episodio 3 della quarta stagione di House 97 secondi è not as we .Di seguito testo e traduzione qui l’url per sentirla http://it.youtube.com/watch?v=bphG4ISK-B0 “Not as we" Reborn and Shivering Spat out on new terrain
Rinata e tremante
Come al solito basta un grazie...
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